Suolo Vivente a Vicenza con CIPAT e Confagricoltura

Suolo Vivente a Vicenza con CIPAT e Confagricoltura

In data 5 dicembre, ricorre la annuale “giornata mondiale del suolo” e i Partner dell’ ATS “Suolo Vivente” CIPAT e CONFAGRICOLTURA VENETO hanno organizzato in tale circostanza un convegno che rinnovasse la descrizione del progetto agronomico di un’ agricoltura nuova basata sulla copertura continua del suolo, su nuove attrezzature e nuove rotazioni agronomiche e che desse importanza alla conservazione del suolo.
Dopo l’importante convegno del 30 settembre 2017 a Bressanvido, in occasione del Festival dell’Agricoltura, era necessario dare seguito al grande interesse dimostrato a quel convegno completandone la illustrazione di alcuni importanti argomenti. Il convegno si è tenuto al Motel Viest di Vicenza ed hanno partecipato 80 persone, fra tecnici, agronomi ed agricoltori.
Le diverse relazioni hanno posto l’accento sulle seguenti tematiche:
Francesco da Schio, Agronomo Innovation Broker dell’ ATS Suolo Vivente ha spiegato ai presenti che la prima attività obbligatoria per l’ agricoltore è quella di combattere la siccità. Ed il modo principale per combattere la siccità è sapere conservare l’acqua nel terreno, proteggendosi dal fenomeno dell’erosione idrica, che è causato dalla stessa goccia d’ acqua che cadendo sul terreno ne smuove le particelle e, scendendo verso valle, le porta nei fossi e nei fiumi. Attualmente l’ acqua ed il vento portano via dalla pianura padana montagne di terra inquinata ricca di concimi minerali che eutrofizzano inutilmente l’acqua del mare adriatico e spargono nell’ aria e nei fiumi molecole che erano nei presìdi fitosanitari usati dagli agricoltori, La perdita di suolo per erosione idrica, misurata in ton per ettaro per anno, è, in pianura padana, compresa tra 2 e 10 ton (fonte LUCAS Land Use/Cover Area frame Statistical Survey EUROPEAN SOIL DATA CENTRE (ESDAC) pari a metri cubi da 1 a 5 circa. Sulla superficie di un ettaro l’ erosione eolica ed idrica è rappresentata da numeri insignificanti, ma gli stessi numeri, moltiplicati sulla superficie di circa 45000 km della pianura padana, fanno paura, perché si tratta di 450 ton di polvere e 230000 ton di fango, tutti molto ricchi di concime e fitosanitari. La perdita di suolo per erosione eolica, misurata in KG per ettaro per anno, è, in pianura padana, inferiore a 10kg. E per dimostrarlo ha offerto al pubblico l’esperienza dello “slake test”, ovvero test di stabilità strutturale, introducendo in due vasi di vetro pieni di acqua due differenti zolle di terreno e facendo vedere a tutti che la zolla di terreno che da molti anni viene coltivato senza essere mai smosso dall’ aratro, rimane, a contatto con l’acqua, stabile nella sua struttura. Invece l’altra si disfa facilmente, rendendo torbida l’acqua. Con questa esperienza il dr. F. da Schio ha voluto dimostrare che la stabilità di un terreno coltivato a sodo viene danneggiata dall’ acqua in modo molto diverso e quantitativamente molto inferiore.
Con un successivo esempio ha dimostrato che un terreno che non viene arato è maggiormente permeabile all’ acqua di un terreno lavorato, perché quest’ ultimo a contatto con l’ acqua si disfa e le particelle di suolo intasano facilmente i canali di scolo, invece il terreno non arato ha gallerie naturali formate dai microrganismi viventi ed attraverso quelle passa l’ acqua.

Test di stabilita’ del suolo

Il prof Maurizio Guido Paoletti, ha testimoniato con studi ed immagini le antiche tecniche di semina: con l’aratro in Cina e con un palo “iniettore” in america centrale spiegando ai presenti come la tecnica di introdurre i semi nel terreno coperto da una copertura permanente del terreno fosse un metodo antico e precursore della attuale semina su sodo.
Andrea Squartini, Prof. del Dipartimento DAFNAE, UNIPD che aveva già illustrato il “fertimetro” a Bressanvido ha indicato i primi risultati di prove di analisi di fertilità nei terreni che il progetto “suolo vivente” sta coltivando. Sono dati che testimoniano la necessità di avvicinarsi alle tradizionali tecniche di concimazione con un occhio nuovo.
Andrea Fasolo, del Dipartimento DAFNAE, UNIPD ha parlato di “Sostanza organica e carbonio: gestire e aumentare il carburante della fertilità del suolo” ha dato precise e nuove indicazioni agronomiche sulle tecniche di coltivazione necessarie per promuovere le novità della tecnica sul suolo vivente. Si tratta principalmente di rotazioni che tengano continuamente coperto il terreno per nutrire di molta sostanza organica i microorganismi del suolo, responsabili della formazione di humus, che è il collante delle particelle di terreno.
Luigi Sartori, Prof. Dipartimento TESAF, UNIPD ha illustrato “Attrezzature e tecniche per un’agricoltura con zero o minima lavorazione per una migliore gestione del suolo e delle sue risorse idriche” ha illustrato con una descrizione tecnica precisa ed accurata molte attrezzature tra le quali le seminatrici su sodo e il rullo devitalizzatore.
Maurizio Brogiato, partner di Suolo Viente, ha presentato la sua esperienza, proiettando un filmato della coltivazione di orzo come coltura di copertura e di soia come coltura da reddito che è una fra le numerose proposte di rotazioni agronomiche studiate nel progetto di suolo vivente e che si attua proprio con la seminatrice su sodo e il rullo devitalizzatore.
Enzo Moretto, Direttore Museo Esapolis ha moderato l’incontro che si è concluso con numerose domande dei presenti.



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