IL SUOLO VIVENTE E’ SODO!

IL SUOLO VIVENTE E’ SODO!

Giovedi 31 Agosto 2017. Presso l’azienda agricola Francesco da Schio a Cambio di Villadose, sono stati condotti due esperimenti per mettere a confronto la STABILITA’ e la PERMEABILITA’ di un suolo coltivato su sodo e di un suolo lavorato con l’aratro.
Innanzitutto, si sono prelevati dei campioni dei due tipi di suolo, su terreni confinanti. Le zolle raccolte presentavano gia’ delle caratteristiche diverse: il suolo sodo era scuro, umido e presentava delle gallerie grandi e piccole; il suolo lavorato era piu’ chiaro, secco e compatto.

Fig. 1 – Galleria di lombrico

STABILITA’. Nel primo esperimento, una zolla di ciascun tipo di suolo e’ stata introdotta in un cilindro di vetro, appoggiata su di una rete metallica ancorata alla parte superiore del cilindro. Nel cilindro e’ stata versata dell’acqua fino a sommergere completamente la zolla. La zolla del terreno lavorato si e’ rapidamente disgregata, mentre la zolla del terreno sodo e’ rimasta unita anche dopo diverse ore. Questo fatto indica come le particelle del terreno sodo siano aggregate tra loro in maniera piu’ tenace rispetto a quelle del terreno lavorato, e che quindi il terreno sodo e’ assai meno soggetto all’erosione. A questo punto, qualcuno potrebbe obiettare che il terreno sodo e’ rimasto tutto d’un pezzo perche’ e’ piu’ compatto e quindi meno adatto ad ospitare le radici. Il secondo esperimento mostra invece che e’ proprio il contrario!

Fig. 2 – L’inizio delle prove sperimentali

PERMEABILITA’. Un campione di ciascuno tipo di suolo e’ stato disposto all’interno di un vaso trasparente forato. Un altro vaso trasparente forato e’ stato posto al di sopra e riempito d’acqua per simulare l’effetto della pioggia. Per far vedere meglio il differente comportamento, sono stati aggiunti dei coloranti all’acqua (blu sul sodo e rosso sul lavorato). Sul terreno sodo, l’acqua caduta si e’ rapidamente infiltrata ed e’ defluita. Sul terreno lavorato, invece, l’acqua ha presto smesso di filtrare e si e’ accumulata sulla superficie. Questo comportamento indica come il terreno sodo sia piu’ permeabile di quello lavorato. Il terreno sodo e’ efficace nel raccogliere e far filtrare l’acqua verso strati piu’ profondi, mentre il terreno lavorato si ‘impacca’ e non permette all’acqua di penetrare. Questo comportamento accende importanti riflessioni sui benefici della coltivazione su sodo relativamente a risparmio di acqua e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Fig. 3 – La permeabilita’ del terreno

CONSIDERAZIONI. Sulla base di studi scientifici approfonditi e alla luce di questi semplici esperimenti, risulta evidente l’importanza della coltivazione su sodo per:
• garantire una migliore abitabilita’ delle radici nel terreno (il terreno sodo non fa ristagnare acqua ma rimane umido piu’ a lungo del terreno lavorato);
• risparmiare acqua (il terreno sodo immagazzina in maniera piu’ efficiente l’acqua piovana e di irrigazione);
• prevenire l’erosione (il terreno sodo rimane al suo posto grazie alla maggiore forza di aggregazione tra le sue particelle);
• prevenire il dissesto idrogeologico (l’acqua su terreno sodo si infiltra velocemente in profondita’, e non rimane in superficie).

Fig. 4 – La prova di stabilita’ dopo diverse ore


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